Sud Sudan

il Paese che esiste solo nel silenzio.

Ascolta le voci di chi non le ha.

Ascolta le voci degli Ultimi

Mentre leggi queste righe una bambina viene ritirata da scuola per essere promessa in sposa, un uomo attraversa il fango con il figlio malato in braccio, cercando un ospedale che non c’è.

Una madre allatta, anche se non mangia da giorni; un insegnante cerca di insegnare senza avere mai avuto un maestro.

Succede ora, in Sud Sudan, un paese più grande della Francia che riempie le statistiche delle agenzie internazionali, ma che in realtà il mondo ha smesso di guardare.

Questo documentario ti porta lì, tra Gli Ultimi.

DA NUMERI A PERSONE

Il Sud Sudan è lo Stato più giovane del mondo.

È nato il 9 luglio del 2011, ma è come se il mondo avesse già smesso di guardarlo.

È Paese immenso, ricchissimo nella terra, ma quasi nessuno sa dove sia davvero. O che esista.

Un luogo in cui si vive con 3 dollari al mese, in cui i bambini muoiono ancora prima di iniziare la scuola.

Dove si firma la pace, ma si continua a sparare.

Dove la guerra sulla carta è finita, ma è rimasta nell’anima delle persone.

Il Sud Sudan oggi è una nazione ferita, con oltre 2 milioni di persone sfollate.

Il 76% della popolazione sopravvive grazie agli aiuti umanitari.

Le strade? Fango e solo pochi chilometri asfaltati.

Gli ospedali? Baracche improvvisate dove manca tutto, dove non ci sono vere sale operatorie, ambulatori di fortuna senza corrente.

Le scuole? Quelle che resistono alle inondazioni sono poche e senza nulla.

Qualche dato...

2,1 milioni

bambini a rischio di malnutrizione acuta

870.000

madri senza cibo sufficiente

7,7 milioni

persone in insicurezza alimentare

1,4 milioni

colpiti dalle alluvioni solo nel 2024

1,9 milioni

sfollati interni

2,3 milioni

rifugiati nei paesi limitrofi

Questi sono gli ultimi dati ufficiali, aggiornati a maggio 2025, arrivati dall’Alto commissariato per le Nazioni Unite dei Rifugiati, Unicef, Rueters, World Food Program, Associated Press.

Sembra che tutto il mondo ne stia parlando eppure nessuno sa cosa sta accadendo davvero.

NOI CI SIAMO STATI

Lo sappiamo questi sono solo numeri, dati, analisi, percentuali a tendere.

E potrebbero essere quelli di qualsiasi Paese in emergenza umanitaria.

Lo Yemen. La Siria. Haiti. L’Afghanistan.

Lo erano anche per noi, prima di arrivare in Sud Sudan.

Sì, quei numeri senza volto in fondo non ci toccavano davvero, dicevano qualcosa di grave, ma non riuscivamo a sentirlo. Finché non siamo arrivati in questa terra. Una terra estrema, meravigliosa e spezzata, ricchissima di acqua, petrolio, eppure sommersa da povertà e violenza.

E abbiamo capito una cosa semplice: la libertà più grande che abbiamo è quella di vedere.

E una volta visto, non puoi più tornare indietro.

Si può essere pronti per il Sud Sudan?

Le voci dietro al documentario

Forse no, porti attrezzature, obiettivi, tutto quello che può servirti a livello tecnico; le medicine, i contanti, i power bank, i cavetti per gli smartphone, i vestiti giusti, creme anti tutto.

E quando arrivi ti senti impreparato davanti a questa terra.

Davanti a chi ti guarda con l’anima.

E quel punto sei lì, non puoi che restare, disarmato e farti attraversare da quello sguardo.

Monica - Volontaria CESAR

E’ stata un’esperienza unica! Di certo non facile: pellegrinaggio vuol dire alzarsi alle 5, camminare per 4 o 5 ore, preparare il pranzo, dormire per terra e condividere ogni momento; però vuol dire anche vivere tutto con gioia, sentire veramente di essere una comunità e provare sulla propria pelle che può esistere un Sud Sudan senza guerra! E’ stato molto stancante ma bellissimo, i ragazzi sono molto emozionati per l’esperienza, alcuni non erano mai usciti dal Lakes State, mai visto Juba o il Nilo, e domani (se tutto va bene) incontreremo il Papa.

Eleonora - volontaria CESAR

Ultima sera di questa avventura sotto il cielo africano di Rumbek in Sud Sudan. Certa che presto ci reincontreremo. Questo viaggio è stato breve ma ricco di intensità positiva, di emozioni, di condivisioni, di persone fantastiche e di relazioni umane. Ad accompagnarci lungo questo cammino molte persone, ognuna con un proprio bagaglio, ognuna con la propria umanità. Sicuramente tutte hanno lasciato un segno dentro al mio

cuore. Sono contenta perché finalmente, dopo anni di incertezze e di “oscurità”, il colore è tornato a brillare sulla Diocesi di Rumbek.

Gruppo di volontari CESAR

Arrivati a Rumbek abbiamo partecipato alla festa per il Combone Day presso la Comboni School. Abbiamo partecipato e siamo stati coinvolti nelle gare di gioco, nei balli e nei canti. Ci siamo divertiti tra risate, abbracci e tanta gioia! Poi siamo stati a casa di P. Christian dove abbiamo programmato l’itinerario dei prossimi giorni. Qui ci hanno accolti tutti a braccia aperte e ci sentiamo veramente a casa. Siamo tutti molto stanchi per la lunga giornata ma felici per le forti emozioni che abbiamo vissuto!

PERCHÉ QUESTO DOCUMENTARIO?

PERCHÉ ADESSO?

Quando arrivi in Sud Sudan, ti ritrovi immerso in qualcosa di profondamente incomprensibile, una realtà che sfugge a ogni logica conosciuta, fuori dal modo in cui siamo abituati a vedere e capire il mondo.

La complessità è immensa, la senti già a Juba, la capitale che sembra sempre sul filo del caos. Ti entra sottopelle la sensazione che provi quando sali su una jeep con il tuo autista e ti affidi, sai che sarà la tua ancora di riferimento.

Quando attraversi strade che sono tagli profondi nella terra rossa, bloccati ore da check point improvvisati. Confini invisibili ovunque, da non oltrepassare mai senza conoscere la posta in gioco.

Qui, un errore può costare la vita.

Come si racconta tutto questo?

La risposta l’abbiamo trovata nelle storie, nelle voci di chi vive ogni giorno questa instabilità. È con queste persone che abbiamo viaggiato, cercando di portare alla luce quella fragile umanità che resiste, quella bellezza nascosta dentro la devastazione.

Abbiamo raccontato tutto questo in un documentario girato lo scorso ottobre 2024 in Sud Sudan, a Rumbek, insieme a Studio Alca per celebrare la vita che questi 25 anni di missione ha portato. E per ringraziare tutte le persone che ci hanno sostenuto.

Non con numeri, non come un reportage, ma con uno sguardo per costruire un futuro in questo luogo dimenticato dal mondo, un futuro in cui c’è ancora chi ci crede.

Il Sud Sudan è al collasso e rischia di implodere su se stesso, prima di aver mai avuto la possibilità di cominciare ad esistere davvero.

Il tuo sguardo è necessario, per capire, per portare fuori dalla violenza queste storie.

With a heart as rich as yours, the world would be a cozier home.

Lorem ipsum dolor sit amet, consectetur adipiscing elit

Quisque hendrerit

Lorem ipsum dolor sit amet, consectetur adipiscing elit. Don

Quisque hendrerit

Lorem ipsum dolor sit amet, consectetur adipiscing elit. Don

Quisque hendrerit

Lorem ipsum dolor sit amet, consectetur adipiscing elit. Don

With helping hands, we can provide shelter.

Lorem ipsum dolor sit amet, consectetur adipiscing elit. Donec lacinia, ipsum vitae egestas varius, dui neque consectetur lacus, ac lacinia orci elit quis lorem. Quisque hendrerit risus quis consectetur elementum.

Duis cursus, neque in volutpat dignissim, felis tortor cursus tellus Nullam scelerisque magna massa, id ultricies urna blandit eu. Integer urna risus, mollis non elementum eget, viverra vel nibh. Donec ac accumsan massa.

PERCHÉ GUARDARE GLI ULTIMI

Come è nato questo documentario

Nessuno di noi era davvero pronto per accogliere la realtà del Sud Sudan che ti entra dentro ovunque come la polvere rossa della terra.

Per dare un significato a questa parola povertà ascoltata troppe volte e mai capita.

Ti entra ovunque come la polvere rossa.

Non eravamo pronti a dare un significato a questa parola povertà.

Una cosa però la sapevamo, volevamo raccontare la verità. Senza filtri, senza banalità, solo con rispetto.

Questo documentario è nato così. Sul campo, camminando per strade, se così le possiamo chiamare che sembrano portare verso un orizzonte infinito, accanto a chi vive ogni giorno in un Paese dimenticato dal Mondo. È stato girato in Sud Sudan nell’ottobre 2024 a 25 anni dall’inizio della missione di Fondazione CESAR in queste terre.

È il modo per celebrare, con lo sguardo, perché a volte la realtà ha bisogno solo di essere vista.

E chi è invisibile, ha bisogno che qualcuno decida di guardare.

Il Sud Sudan è al collasso e rischia di implodere su sé stesso, prima di aver mai avuto la possibilità di cominciare ad esistere davvero.

E se ti stai chiedendo: ma io cosa c’entro?

Hai ragione.

Non c’entri con la corruzione di questo Paese, con la violenza fuori controllo

Non c’entri con i bambini di 6 anni arruolati nelle milizie

Non c’entri con le alluvioni che devastano senza controllo una delle terre più fertili dell’Africa

Non c’entri con le ferite del colonialismo e lo sfruttamento delle risorse interne

Non c’entri con le bambine vendute in sposa per 100 mucche e che non potranno mai decidere del loro futuro

Hai però qualcosa che in Sud Sudan non esiste, la possibilità di scegliere, di sapere, di capire.

C’è un pezzo di umanità che sopravvive solo se qualcuno sceglie di vederlo. E oggi puoi farlo, guardando questo documentario, Gli Ultimi, perché vederli è il primo passo per far sì che non lo siano più.

Il tuo sguardo è necessario, per capire, per portare fuori dalla violenza queste storie.

Da dove iniziare? Da qui.

Dagli ultimi e dalle loro storie.

Vieni con noi, in questo viaggio fatto di estremi, ma anche di luce.

Il Sud Sudan è al collasso e rischia di implodere su se stesso, prima di aver mai avuto la possibilità di cominciare ad esistere davvero.

Il tuo sguardo è necessario, per capire, per portare fuori dalla violenza queste storie.

CHI SIAMO

Siamo quelli che sono rimasti.

Il Sud Sudan è il paese più pericoloso al mondo per chi porta aiuto umanitario, più pericoloso della Siria, dell’Afghanistan, della Somalia.

Eppure abbiamo scelto di restare insieme a medici, missionari, insegnanti, ragazzi e ragazzi che credono ancora nel loro paese e di continuare la missione del Fondatore della nostra associazione Padre Cesare Mazzolari.

Padre Mazzolari che credeva nell’istruzione come la chiave della libertà di ogni essere umano e che per anni ha lottato accanto al Sud Sudan per portarlo all’indipendenza.

Non siamo eroi, siamo persone come tante che cerchiamo di dare voce a chi non ha voce e accendere la speranza in chi non ce l’ha più: donne sole, bambini orfani o soldato, giovani senza futuro o emarginati.

CI OCCUPIAMO DELLA VITA,

CON IL CUORE NELL’ISTRUZIONE

Ci occupiamo della vita in tutti i suoi sensi: nutrire, proteggere, accogliere, ma il cuore di tutto è l’istruzione.

Insegnare e andare a scuola in Sud Sudan è quasi un atto rivoluzionario.

Non esistono strade, non ci sono autobus, le scuole sono strutture in lamiera improvvisate che durano fino alla prossima alluvione. E gli insegnanti? Sono una pagina indietro rispetto ai propri alunni.

Il nostro impegno parte da qui, dalla scuola come atto rivoluzionario, per dare la possibilità di scegliere a una bambina, affinché il suo destino non sia quello di essere trattata da merce e data in sposa a un marito mai visto prima.

L’istruzione è l’unico modo per cambiare tutto.

Certo non si vede, non ha muri, non fa rumore, eppure offre alle nuove generazioni sud sudanese la libertà di imparare, di avere indipendenza e poi di poter tornare per sostenere la propria terra, con la consapevolezza di poter trasformare quello che sembra solo caos politico.

Ecco alcuni dei nostri progetti:

Mazzolari Teachers College

La prima scuola per formare insegnanti certificati in Sud Sudan.

Per spezzare il ciclo dell’emergenza con una generazione di educatori locali.

PAN NGHAT – Orfanotrofio “Casa della Speranza” a Rumbek

Un luogo sicuro per chi ha perso tutto. Anche la propria famiglia.

PAN NGHAT – Orfanotrofio “Casa della Speranza” a Rumbek

Un luogo sicuro per chi ha perso tutto. Anche la propria famiglia.

Stop alla malnutrizione

Il nostro programma di supporto alimentare e nutrizione per bambini e donne in gravidanza.

Le Trame dell’Inclusione (Italia)

Un laboratorio sartoriale per formare e sostenere le donne sud sudanesi anche qui, attraverso un lavoro dignitoso.

Le Trame dell’Inclusione (Italia)

Un laboratorio sartoriale per formare e sostenere le donne sud sudanesi anche qui, attraverso un lavoro dignitoso.

COSA PUOI FARE ADESSO?

Hai domande?

Vuoi capire meglio cosa facciamo, come funzionano i nostri progetti, come vengono usati i fondi o semplicemente conoscerci?

Siamo qui per questo, per ascoltarti come tu hai ascoltato noi fin qui.

In un mondo pieno di risponditori automatici, crediamo ancora nel potere di una conversazione vera, con i ragazzi e ragazze del nostro team.

Hanno visto da vicino, vivono tutti i giorni il Sud Sudan e possono raccontartelo. Senza filtri.

Non ti chiediamo di fidarti, ma di conoscerci.

> Parla con il team CESAR

"Senza una conoscenza umana del povero, non si arriva alla conoscenza fraterna: l'uomo deve vedere l'uomo nel povero."

Padre Mazzolari

Cesar – Fondazione Mons. Cesare Mazzolari Onlus
Sede legale: Via Galileo Galilei 41A 25062 Concesio (BS)
Tel/Fax 030.2180654
Cod. fiscale: 98 092 000 177